Impianti a CO2, verso un impatto ambientale zero

L’uso della CO2 (meno noto come R744) come gas refrigerante nelle diverse applicazioni della refrigerazione commerciale e industriale si sta diffondendo sempre di più; uno dei fattori è che gli attuali gas refrigeranti HFC, come l’R134a e l’R404A in base all’attuale normativa Europea, dovranno essere dismessi in modo graduale a breve termine.

La CO2, o anidride carbonica è una sostanza naturale con elevate proprietà di scambio termico e alte capacità di raffreddamento volumetrico.

La CO2 è un importante componente nell’atmosfera terrestre.
E’ presente nell’aria e insieme ad altri gas serra naturali, essa assorbe le radiazioni all’infrarosso e riscalda la superficie del pianeta garantendo la sopravvivenza del genere umano.

A causa dell’impatto ambientale aggressivo dei refrigeranti attualmente utilizzati, la CO2 è stata in questo periodo rivalutata e studiata in modo tale da poter lavorare anche con pressioni elevate.

Le caratteristiche generali della CO2 sono:

  • Fluido non tossico
  • Fluido non infiammabile
  • Fluido non dannoso per l’ozono
  • Fluido a rischio “zero” per l’ambiente il cui valore GWP (Global Warming potential) è pari a 1.

La CO2 come refrigerante presenta particolari caratteristiche di accettabilità ambientale, come la non infiammabilità e la non dannosità per lo strato d’ozono.
Applicando la CO2 nelle applicazioni di compressione del vapore si riduce in modo significante la quantità delle emissioni dei gas serra nell’atmosfera, che sono l’origine del cambiamento climatico.
Inoltre, gli impianti a CO2 in svariate applicazioni presentano una maggiore efficienza rispetto agli attuali sistemi.